Bruxelles: città ferita ma immensamente viva
Foto: pAnaMa Io ed A. siamo partiti per Bruxelles a metà aprile, qualche settimana dopo gli attentati del 22 marzo. Avevamo programmato questo viaggio da diverso tempo e lo aspettavamo con ansia, quando gli attentati che sconvolsero la capitale d'Europa, ci colpirono come un pugno nello stomaco. Per A. era come se avessero colpito casa perché Bruxelles è il luogo dove ha passato anni della sua infanzia ed adolescenza. Inutile essere ipocriti: abbiamo pensato se partire o no nei giorni successivi. Per quanto ci si sforzi, la violenza con cui quei bastardi dell'Isis colpiscono mette paura, anche a due viaggiatori provetti come noi. Tutte le volte che accade un evento terroristico, mi sale inesorabilmente un pensiero, sempre lo stesso: "E noi, quando?". Mi accorgo che non sono la sola, che tutti, chi più chi meno, facciamo questo pensiero ed è proprio a questo che vogliono portarci: alla paura sottile, avvolgente, continua. Quella che ti fa impazzire,...