Consigliati su Netflix: "Hot Girls Wanted: Turned On" e "I Giocattoli della nostra infanzia"




Bentornati Astronauti! A giugno ho avuto modo di vedere tre documentari su Netflix, due dai temi piuttosto "tosti" e uno un pò più leggero ma altrettanto interessante che voglio consigliarvi. 

Hot Girls Wanted: Turned On è una docuserie (quanto odio questa parola!) del 2017 composta da sei episodi della durata di circa 45-50 minuti ciascuno. Il documentario è vietato ai minori di 14 anni e tratta del rapporto fra pornografia, social networks e di come questi stiano cambiando le nostre vite, il nostro rapporto con il sesso e le relazioni interpersonali. 
La prospettiva attraverso cui vengono analizzati questi temi cambia di episodio in episodio, perchè i "protagonisti" sono sia produttori, sia pornoattori, sia camgirls, sia consumatori, sia persone comuni che utilizzano siti ed app di incontri con regolarità.
Il documentario parte con il botto con il primo episodio (Women on Top) in cui ci viene presentato il porno attaverso la visione femminista di due artiste: Holly Randall (fotografa e regista) ed Erika Lust (regista e produttrice). 
Entrambe cercano di portare una visione più femminile nel porno, raccontando anche quelli che sono i desideri e le fantasie erotiche delle donne, dando una visione maggiormente "romantica" alla pornografia e rendendola fruibile anche all'universo femminile che, spessimo, non si ritrova nei contenuti che vengono proposti da questa industria che è radicatamente maschilista. 
E' un episodio molto interessante, perchè non poche sono le difficoltà di queste professioniste che stanno, a modo loro, cercando di fare una rivoluzione con mezzi limitati e scontrandosi con muri che chiedono loro violenza e bando di qualsiasi delicatezza o emozione nei loro film. 
Ho trovato estremamente interessante l'intervista fatta alla Lust e tutto il backstage di uno dei suoi lavori, dove si vede anche una giovane donna al suo primo lavoro come attrice porno e di come, alla fine di questa esperienza, sia profondamente ed emotivamente scossa, pur avendo lavorato in un ambiente assolutamente sereno e con grande rispetto dei suoi tempi e del suo corpo.

Altro episodio molto interessante è il secondo (Amami su Tinder) nel quale facciamo la conoscenza di James, ex concorrente del Grande Fratello USA che fa uso compulsivo di app quali Tinder appunto e simili. James ha quarantanni e frequenta solo ventenni (o poco più) con cui si diverte ad andare a cena e alla feste come se fosse ancora all'università e con cui fa "tanto sesso". Utilizza le app di incontri perchè gli permettono di mantenere distacco e di poter "mollare" la ragazza di turno non appena se ne sarà stufato, proprio come si fa con un qualsiasi oggetto. 
Lui stesso dice che con queste app puoi scegliere una ragazza come scegli il cibo dagli scaffali del supermercato. Una frase che mi ha colpita come uno schiaffo per la facilità con cui è stata detta e per quanto, però, rispecchi i comportamenti di molti miei coetanei e coetanee. Dalle statistiche che vengono date nei vari episodi, sembra però che le donne si approccino a queste app con maggiori aspettiative: sperano di trovare un partner fisso con cui costruire qualcosa di duraturo. Nello stesso episodio potrete riscontrare facilmente come questo sia reale perchè ci vemgono presentate due ragazze che avranno relazioni con James e di come entrambe siano molto coinvolte. 
Non vi dico di più perchè l'evolversi di questo episodio è piuttosto interessante.
Ci tengo a precisare un a cosa: non voglio assolutamente demonizzare siti e app di incontri, anzi. 
Mi vengono in mente almeno due coppie di amici che si sono conosciute così: un coppia è sposata da anni, l'altra convive praticamente dallo stesso tempo mio e di Andrea. Perciò, come per tutto, dipende dall'utilizzo che se ne fa ma credo che la storia di James debba portare a riflettere su come il mondo delle relazioni sia mutato dopo l'avvento di internet e di tutta la tecnologia che ne è seguita, smartphone in particolare.

Su questi temi calca ancora di più la mano l'episodio 5 (Dovresti venire in privato) dove seguiamo l'evolversi della "relazione" fra la Cam Girl Alice e uno dei suoi clienti. Alice vive in America ed è sposata, mentre Tom (mi pare si chiami così lui) è, per sua stessa definizine, un nerd che da 4 anni non ha rapporti con nessuna che non sia Alice. Cosa fa una Cam Girl lo sappiamo tutti ed è facile immaginare cosa faccia lui mentre lei gli dà quel che chiede. Ad un certo punto dell'episodio, lei decide di andare a conoscere dal vivo Tom in Australia. Presto i due si accorgeranno di quanto sia diversa la realtà dal mondo che si erano creati attraverso lo schermo e di come le aspettative fossero completamente diverse: Alice voleva conoscerlo ma sapeva che sarebbe comunque tornata da suo marito, Tom credeva di poterla convincere arestare con lui, a portare la loro "relazione" ad un livello successivo . Nonostante alcune cose che ho davvero trovato squallide nel racconto della professione di Alice, tipo quando fa tranquillamente sesso virtuale in cam con Tom e suo marito sta seduto sereno sul divano, questo episodio porta anche a sentire tenerezza, profonda tenerezza, sopratutto per lui e per la sua profonda solitudine ed il suo disperato bisogno di sentirsi amato anche se significa sborsare migliaia di dollari in quattro anni. 
Quello delle Cam Girl è un fenomeno in grande crescita in tutto il mondo e i fruitori di questo tipo di servizi sono davvero tanti, come tante sono le ragazze giovanissime, ma non solo, che decidono di fare questo tipo di lavoro, ovviamente spinte dai guadagni facili e dalla voglia di esibirsi. 
Digitate cam girls su google e scoprirete quanto il fenomeno si stia allargando a macchia d'olio anche qui.

Tutti i sei episodi sono molto interssanti, il documentario è molto ben fatto perchè si pone in una posizione assolutamente neutra e formisce informazioni che possono trovare riscontro anche con brevi ricerche sul web. Mette in luce aspetti dell'industria del porno che credo molti di noi ignorino e invita a riflettere sulle implicazioni di pornografia, social networks, app per appuntamenti e realtà virtuale in generale. 
Soprattutto, credo che sia molto importante riflettere sul fatto che tutti questi contenuti sono alla portata dei giovanissimi e che l'impatto su di loro può essere devastante. Il porno fornisce una visione distorta del sesso con una donna sottomessa all'uomo, o che desidera subire violenze ed umiliazioni di ogni tipo, con un uomo che deve essere solo brutale e con determinate dimensioni sennò non può avere una vita sessuale appagante e tutti quegli stereotipi che ben conosciamo. Ecco perchè ho trovato il primo episodio davvero interessante con l'introduzione di una sorta di "femminismo" nel porno.







Finito di vedere Hot Girls Wanted: Turned On, Netflix mi ha consigliato la visione di Hot Girls Wanted documentario della durata di 1h e 22 minuti, presentato nel 2015 al Sundance Film Festival. 
Hot Girls Wanted è incentrato sulla vita da porno star amatoriali di quattro ragazze giovanissime dai 18 ai 20 anni massimo. E' stata una visione difficile ma non per le immagini ma per i "confessionali" di queste ragazze, in cui spesso parlano delle sensazioni che vivono durante una scena, del motivo (quasi sempre i soldi facili) che le hanno spinte a tentare quel tipo di carriera, ai guai fisici, alla difficoltà di trovare un ragazzo, o avere amicizie stabili e normali. 
Vietato ai minori di 14 anni, anche Hot Girls Wanted merita di essere visto, a mio giudizio. 
C'è tutto un mondo online che ci sfiora ogni giorno e che facciamo finta di ignorare, c'è tutto un universo di ragazze che decide di provare quella vita per diventare famosa, per avere soldi da spendere in cose futili e sono ragazze normali, che hanno studiato ma che "non vogliono fare la fine dei loro genitori a spaccarsi la schiena per un pugno di spiccioli."
Sono due documentari che mi hanno fatto molto riflettere su quanto questo mondo a portata di click, che corre velocissimo, che genera relazioni da fast food, che porta a inventare, a fare qualsiasi cosa, a fingere di essere ciò ch non si è, pur essere al centro dell'attenzione, ci stia sfuggendo di mano e non solo ai giovanissimi ma anche a noi cosiddetti adulti.
Se pensate che il rischio sia quello del voyeurismo, posso dirvi che entrambi i prodotti lo evitano alla grande, seppur dipingano la realtà per quella che è.






Bene, dopo tutta questa riflessione e serietà, voglio segnalarvi un documentario davvero ben fatto e divertente: I giocattoli della nostra infanzia! Si tratta di un documentario in due stagioni costituite da 4 episodi ciascuna in cui viene raccontata la storia dei giocattoli più famosi di sempre: Star Trek, Barbie, He-Man, Hello Kitty, Transformers, i Lego, etc... Un documentario veramente piacevole, adatto a tutta la famiglia e che, oltre a farvi sorridere con le interviste a coloro che hanno vissuto la creazione di quelle meraviglie, vi intratterrà con molte informazioni sulla storia delle aziende, delle persone e del tessuto sociale in cui sono nate e si sono sviluppate. Ve lo consiglio davvero se volete fare un tuffo nel passato e imparare molte curiosità su giocattoli che avrete sicuramente avuto, se siete miei coetanei.


Questi sono i miei consigli su Netflix di giugno! Qualcuno mi ha scritto mail e in direct su Instagram (mi trovate sempre come aspettando_le _astronavi e trovate anche post extra che non sono sul blog perciò seguitemi anche lì!) per conoscere la mia opinione su "La casa di carta"  e "Tredici".  Ammetto di essere in difetto e non aver visto nessuna delle due serie, spero di poterlo fare presto e di dirvi la mia magari proprio su Instagram!

Buon viaggio, Astronauti e alla prossima!

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