Le cose semplici


Foto Andrea Mandosi


Oggi è una di quelle giornate in cui apprezzo pienamente la nuova dimensione in cui vivo. E' il mio giorno libero dal lavoro, un giorno infrasettimanale. La giornata non sembrava essere iniziata nel migliore dei modi perchè non mi sento bene: ho mal di gola, una simpatica laringite da giorni e sono quasi completamente senza voce.
Ho aperto gli occhi alle 6, Eva sonnecchiava vicino a me, sentivo A. prepararsi per andare al lavoro. Nonostante il malessere mi sentivo rilassata. Una mezz'ora dopo il mio risveglio, A. è uscito di casa dandomi un caldo bacio sulla fronte ed io, quasi per consolarmi della sua assenza, mi sono spostata sul suo lato del letto. Mi sono coperta e ho immerso il viso nel suo cuscino per sentire il suo profumo e così accoccolata mi sono riaddormentata. Ho dormito un'oretta, non di più, poi mi sono svegliata con Eva vicino che si stiracchiava e sbadigliava prima di riaccucciarsi sul suo cuscino. Mi sono stiracchiata anch'io, mi sono alzata e, già con il mio taccuino e la penna in mano, mi sono diretta in cucina dove ho messo su l'acqua per un buon the. 
Ero pervasa da una sensazione di benessere che non provavo da tempo. Ho aperto le persiane ed il sole ha inondato letteralmente la cucina facendomi socchiudere gli occhi per la troppa luce. 
Fulmine ha fatto capolino dal davanzale della finestra, mi ha dato piccole testatine sulla mano per poi scivolare dentro casa ed avvicinarsi alle sue ciotole per sgranocchiare due croccantini. Ho preparato la tazza con il filtro del the all'arancia e zenzero, il mio preferito del momento, il vasetto del miele d'acacia che produce direttamente un collega di A. e che me ne ha fatto dono ed il pacco di biscotti. Gesti lenti, tranquilli, sereni. 
Nonostante il mal di gola ed il mutismo forzato, tutta questa pace intorno a me era perfetta. Ho posato la tazza fumante sul tavolo e ho messo due cucchiaini di miele. Un terzo cucchiaino l'ho messo direttamente in bocca, per attenuare il bruciore alla gola. Ha un sapore particolare questo miele: c'è una nota d'uva che lo rende unico.



Mentre aspettavo che il the intipidisse un pò, sono andata a controllare Eva che dormiva tranquilla sul lettone, ho preso il pc e sono tornata in cucina. Ho fatto colazione sorseggiando the, mangiando biscotti e trascrivendo sul pc un paio di idee che mi erano venute in mente nella notte e che avevo annotato velocemente sul mio taccuino prima di rimettermi a dormire. 
Il sole mi riscaldava mentre ero seduta al tavolo, Fulmine guardava l'orizzonte, dal davanzale della finestra aperta e, mentre stavo per scattargli una fotografia, è scappato verso un richiamo o qualcosa che aveva udito soltanto lui. Ho sorriso... Lui ed Eva sono bellissimi da guardare nella loro spontaneità e nella semplicità del loro vivere alla giornata.
A quel punto erano le 11 passate e mi sono sistemata un pò. Ho preparato le verdure per il minestrone e, mentre cuoceva, inondando casa del suo profumo, io mi sono messa a scartare un pacco di Amazon che conteneva due libri per la rubrica degli esordienti del blog. 
Sono uscita in giardino: sta esplodendo la primavera, i fiori sbocciano e sta tornando un bel verde carico tutto intorno a me. Questa è la mia prima primavera ad Orte e sto cercando di godermi tutti i colori, i cambiamenti, i profumi intorno a me. Mi è venuto da pensare alla mia Genova che, in questo periodo, inizierà a dare il meglio di sè con le fioriture ed i colori del mare a primavera, il tiepido sole che spinge tutti in spiaggia, quel sole e quel mare che portavano me, ore ed ore, a Boccadasse a leggere, a scrivere o a pensare. Anche ad Orte il sole è caldo e ti avvolge, avevo voglia di sedermi in giardino a leggere ma, essendo ancora malaticcia per via della laringite, ho desistito subito dal proposito.



Nel nostro giardino 

Ho dato un' ultima occhiata al nostro giardinetto in rinascita, alle colline verdi in lontananza, ho accarezzato Fulmine acciambellato dentro un vaso di terra al sole che dormiva placidamente e, poco lontana da lui, alla gattina dei vicini incinta, probablmente proprio di Fulmine visto che sono inseparabili, stesa sul prato al sole.


Il riposo del guerriero
Sono rientrata in casa e ho accceso la TV, cosa che non faccio mai.  Ho mangiato qualcosa di veloce e ho fatto un pisolino. Nel pomeriggio ho fatto un bagno caldo con dei sali alla rosa, una maschera viso all'aloe vera, shampoo e maschera ai capelli.
Ho aspettato A., apparecchiando la tavola e preparato la cena. Abbiamo chiaccherato della giornata, guardato e commentato la tv. Piccole cose, piccoli gesti, immensa serenità e gioia.
Non so nemmeno perché ho scritto tutto questo. Forse perchè avevo bisogno di ricordare a me stessa l'importanza delle piccole cose, del tempo per me, dell'importanza di apprezzare ed amare ciò che ho, ciò che mi circonda, ciò che ancora devo conoscere. Non è mica retorica, non starò certo qui a fare e a farmi un pippotto sull'accontentarsi, io non sono una sostenitrice di "chi si accontenta, gode" ma credo che,  a volte, mi faccio inglobare dalla quotidianità, dallo stress, dalle corse, dalle cose da fare, dalle cose che non riesco a fare come vorrei, da ciò che mi manca. E quando succede,  perdo un pò di equilibrio, un pò di serenità, un pò della mia allegria.
La mia vita dopo il trasferimento, come ho detto diverse volte, è molto piena ma anche molto stressante. Vivo nel rumore, nei ritmi frenetici di Roma e del mio lavoro, cercando di incastrare tutto: pendolarismo, lavoro, turni, casa, vita privata e sociale, interessi, progetti, parenti e blog. A volte  annaspo, fatico a star dietro a tutto, mi rendo conto che le giornate non mi bastano per fare tutto ciò che vorrei e che dovrei fare. Ci sono giorni che ho l'impressione che le ore mi scivolino via dalle dita senza che io le riesca a vivere al massimo delle loro potenzialità. Altre volte mi faccio un programma ben dettagliato dalla sera prima e, puntualmente, lo disattendo: a volte non per colpa mia ma per ritardi nei treni, o altri problemi, altre volte proprio perché mi faccio sopraffare dalla stanchezza e dal bisogno di riposo, vedo così tante cose da fare che, alla fine, non combino nulla. Vi capita mai? 
Tutto questo genera in me frustrazione e sono solo giornate come questa, così lente da essere intense da morire,  a regalarmi nuove energie e nuova voglia di fare.
Avete presente lo spot di una Jeep che sta andando in queste settimane in tv? Il protagonista è carico di impegni e non sta fermo un minuto, ha una routine cadenzata e la fantastica auto dovrebbe compensare questi ritmi folli, con una fuga verso l'avventura. Beh, molti di noi non possono sempre fuggire verso l'avventura ogni volta che ne hanno bisogno ma è necessario saper riconoscere il momento in cui occorre rallentare, fare le cose lentamente, con calma e prendersi il tempo per guardarsi intorno ed assaporare, annusare, toccare ciò che ci circonda, che sta vicino a noi. Toccare noi stessi.
Solo da questo si può ripartire con nuove energie e nuove idee. Domani mi ributto nella mischia, adesso però mi concederò una tranquilla serata con il mio compagno e i miei gatti. 
Rallentate ogni tanto e assaporate il lento scorrere di una giornata di sole.





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