Fenomenologia della donna pendolare





Ciao a tutti, mi chiamo Maria Grazia, ho 37 anni e da dieci mesi sono una pendolare... Come ci sono finita? Per amore. L'amore crea sempre un sacco di casini. In nome dell'amore ho lasciato la mia natìa Genova, dove andavo a lavorare con bus e metro per un massimo di 40' per tratta, per trasferirmi nel Lazio, vivere ad Orte, in provincia di Viterbo e lavorare a Roma. Centoventi (120) km al giorno di viaggio circa, di cui 3 a piedi sicuri, fra treni, metropolitana B di Roma e bus Atac. Volete sapere se mi sono pentita? Assolutamente no! Se mi sono sentita spesso sull'orlo di una crisi di nervi in questi 10 mesi? Assolutamente sì! Perchè, sul serio, finchè non vivi davvero una realtà del genere mica ti immagini cosa sia. 
A partire dalla sveglia ad orari insensati (tipo le 5:30-5:45) per essere in ufficio alle 8:30 circa, ai ritardi pressochè quotidiani, ai guasti, ai suicidi sui binari, alla gente che ruba il rame dagli stessi, agli scioperi alternati di Trenitalia o di Atac, a volte pure combinati, ai treni stracolmi, sporchi e puzzolenti, agli autobus che a Roma che non passano  mai, alle corse per non perdere il treno che, chissà perchè, quell'unica volta che sei in ritardo tu, parte puntuale, per arrivare ai viaggi della speranza di 4 ore per tornare a casa... La vita del pendolare è una delle più avventurose che si possano immaginare, è una vita per coraggiosi, credetemi. 
Ben presto sviluppi una pazienza sconfinata, la capacità di sorridere di molti inconvenienti, spirito di adattamento e sopravvivenza. Inventi strategie su come trovare i treni migliori per puntualità e minor affollamento e ti rendi conto che, se per 36 anni, avevi avuto il privilegio di pianificare, dal momento il cui hai abbracciato la fede del Pendolarismo devi vivere con a disposizione il piano A, il piano B, il piano C ed il piano D che è familiarmente detto "come cazzo viene, viene", perchè un piano D non può avere sovrastrutture. Troverai modi per rosicchiare preziosi minuti sulla sveglia, pensando a percorsi alternativi cronometrati per arrivare in stazione più velocemente. Imparerai ad ottimizzare ogni minuto prima di salire sul treno e una volta che ci sarai salita. 
Ma oltre ad essere una vera e propria scuola di sopravvivenza, il pendolarismo è una scuola di vita. I tipi umani che mi passano davanti quotidianamente, le cose folli che vedo e che nemmeno credevo possibili, a volte, per quanto sono assurde, mi consegnano uno spaccato quotidiano di quel che è il nostro mondo. Non sempre mi scappa un sorriso, devo ammetterlo.
Nella mia osservazione quotidiana in questi mesi, ho potuto notare che le donne in particolare danno il meglio di sè sul treno, tanto da averne potuto elaborare una "fenomenologia" di base sui tipi più curiosi che mi accingo ad  illustrarvi:

  • La Femminista: Non esiste viaggio sui Regionali o Regionali veloci che non preveda questa tipologia di donna pendolare. Generalmente ha un'età compresa fra i 30 ed i 45 anni e non permette a nessun essere di sesso maschile di aiutarla ad aprire le porte del treno, sia in salita che in discesa. E' perentoria in questo, ne fa un punto d'onore. Fa quasi tenerezza guardarla e pensare che praticamente nessuna di noi riesce mai ad aprire le porte dei regionali da sola ma la Femminista continua implacabile con il suo ideale di indipendenza tranviaria. L'unico problema è che crea code interminabili per salire e scendere dal treno, tirandosi spesso dietro il disappunto di tutti.
  • La Trafelata: Sempre di corsa, prende il treno con balzi assurdi che nemmeno Fiona May ai tempi d'oro. Una volta balzata a bordo, apre le porte del vagone facendo un gan casino e smuovendo l'aria in modo da creare un vento simile alla tramontana. E' sempre sudatissima e, quando arriva ad un posto libero, ci si butta sopra come un sacco di patate, allunga e allarga le gambe noncurante di chi le sta di fronte, tira fuori la bottiglietta dell'acqua che tracanna a più riprese, fra un'iperventilazione e l'altra. Resta di colorito cianotico per quasi tutto il viaggio e, ovviamente, non si asciuga il viso dal sudore e si pulisce il muso con la manica della giacca, felpa o quel che indossa...
  • La Marescialla: Sempre impeccabile con abiti, borsa, 24 ore, accessori e scarpe perfettamente abbinati tra loro. Occhiale da sole tattico e capello appena uscito dal parrucchiere. Incede con fare elegante lungo il corridoio del vagone alla ricerca di un posto, possibilmente sola (illusa). Passa il tempo al telefono a dare ordini: all'assistente (?), ai figli, al marito, a chiunque. Si divide con scioltezza fra una conversazione e l'altra, dicendo a tutti cosa devono fare e soprattutto come. Perchè poi lei controllerà... Sembra Miranda ne "Il Diavolo veste Prada" ma non ha ovviamente il suo charme. Mentre genera panico ed ansia nelle persone che stanno dall'altro capo del telefono, incurante del suo tono di voce decisamente troppo alto, rimira le sue unghie ricostruite ad arte, o il grosso anello di bigiotteria che porta al dito con fare vezzoso che manco fosse un Tiffany da migliaia di euro. Si compiace tremendamente di scassare l'anima agli altri e della sua mania di ipercontrollo. In poche parole dà l'orticaria. 
  •  La Make Up Artist: Questa tipologia di donna pendolare si incontra molto più frequentemente la mattina. Sale sul treno delle 7 che è bianca come Casper e ha le occhiaie de la Sposa Cadavere (esattamente come me, solo che io non esco nemmeno di casa in quel modo). Si accomoda sul treno e, appena questo inizia il suo ritmico movimento, viene presa dal sacro fuoco del make up e tira fuori dalla borsa la trousse completa di pennelli anche per lo smokey eyes. Inizia con il fondotinta, per passare al correttore, cipria, terra per " un leggero counturing" alla ClioMakeUp, blush, piegaciglia (sì, vi assicuro che si piega le ciglia in treno!), mascara, palettina di ombretti per lo più nude, matita e rossetto. Il suo è tutto un muoversi in equlibrio fra specchietto, pennelli e prodottini vari! A parte la stima profonda da parte mia perchè riesce a mettersi la matita ed il mascara in treno, il problema sopraggiunge quando, come è successo una volta ad una ragazza seduta di fronte a me, lo scovolino, bello pieno di mascara, le scappa di mano, a causa di uno scambio sui binari, e finisce sul passeggero accanto.... Quello è uno dei viaggi che ho più impressi nella memoria, credetemi!
  • L'intellettuale: Generalmente molto giovane, con un look fresco, sale sul treno con sicurezza ma mantenendo una certa timidezza nello sguardo. Chiede sempre se il posto è libero, sistema adeguatamente la sua roba negli appositi spazi e ringrazia. Insomma una meraviglia di creatura. Una volta accomodata, in modo assolutamente composto, tira fuori un tomo da 1500 pagine, il più delle volte in lingua originale e si mette a leggere, dimenticandosi di tutto e di tutti. A volte, anche di scendere alla giusta fermata....
  • La Cafonazza: Credo che sia fra le tipologie umane peggiori che si possano incontrare sul treno. Questa donna, all'apparenza normalissima, è in grado di far venire la nausea a chiunque. Mi è sempre capitato di trovarla già sul treno e, poichè si mimetizza perfettamente, non riesco a riconoscerla per tempo. La Cafonazza è colei che ha scambiato il treno per il bagno di casa sua. Durante il viaggio, la potrete ammirare nell'utilizzo del filo interdentale, della lima per unghie e anche delle forbicina con cui taglia minuziosamente unghie delle mani e, d'estate, complici le scarpe aperte, anche dei piedi con relative pellicine. Una volta, per fortuna non le ero seduta vicina, ne ho beccata una che faceva il trattamento per l'ingiallimento delle unghie di Dr. Scholl sul treno. Gli altri passeggeri hanno chiamato il Capotreno disgustati. Lei ha risposto candidamente che a casa non aveva avuto tempo. La Cafonazza gira sempre armata di pinzetta e, mentre le altre tipologie di donna pendolare, impiegano il tempo del viaggio in attività che almeno non sono disgustose, essa riesce anche a mettersi ad estirpare i peli dalle sue sopracciglia, nonchè baffetti, nonchè, sempre complice l'estate, dalle gambe, con tanto di crema idratante post epilazione. Il tutto con una tranquillità da far invidia.
Queste sono decisamente le tipologie di donne più curiose che ho potuto osservare in questi 10 mesi. Per fortuna, la maggior parte sono donne normalissime che si dividono fra casa, lavoro, viaggi ed impegni dei figli. Passano il tempo sul treno per lo più leggendo, o sonnecchiando. Probabilmente cercano di godere di quel poco tempo che hanno davvero a disposizione per loro stesse. Perchè essere donne lavoratrici è già un casino, essere anche pendolari è sfiancante. 
Alla fine il pendolarismo si riduce ad alzarsi ad orari assurdi per correre a prendere un treno dove riaddormentarsi e staccare la spina per un pò, per poi rifare la stessa cosa la sera per arrivare con un minimo di carica dalla propria famiglia.
E voi che tipologie di donne curiose avete incontrato nei vostri viaggi? In ogni caso, ricordate che: "Trenitalia si scusa per il disagio"!



















Commenti

  1. Ciao, carinissimo questo articolo! Sono stata pendolare durante gli anni universitari, ora lavoro in paese ma a tempo determinato, quindi non è detto che non lo ritorni anche se, francamente, preferirei di no!
    Se ti interessa, sul mio blog ho pubblicato un mio racconto ironico sul pendolarismo, ti lascio il link, nel caso avessi voglia di leggerlo http://langolodiariel.blogspot.it/2016/01/limpresa-mio-quarto-racconto-presentato.html
    Buona serata :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ariel, grazie per il tuo commento! Questo post è nato ieri, dopo l'ennesimo incontro con una Cafonazza! :-P In questi 10 mesi ho davvero visto cose pazzesche ed imparato a vivere in un mondo che, per certi versi, mi sembra surreale. La vita da pendolare è dura però cerco di vederne il positivo sempre: come ad esempio avere moltissimo tempo per leggere e per scrivere! Se non avessi i viaggi in treno, forse dedicherei meno tempo al blog, presa dalla casa e da altri impegni, o magari a lavorare di più.
      Ho letto il tuo bellissimo racconto, grazie per avermelo segnalato. Ho letto che lo hai presentato ad un concorso letterario. Complimenti! Pensa che io non ho mai avuto nemmeno il coraggio di provare a partecipare ad una cosa così.
      Ti ringrazio ancora per il tempo che hai dedicato alla lettura del mio blog e spero di rileggerti presto nei commenti!
      Buona serata! :-)

      Elimina
  2. Ciao, curioso e divertente questo articolo! Io non sono mai stata pendolare, ho fatto alcuni viaggi sola, leggevo oppure ascoltavo musica e non sopportavo chi ti doveva parlare assolutamente raccontandoti la tua vita.
    Buona giornata

    RispondiElimina
  3. Post interessante, curioso, frizzante e veritiero.... :) io mi ci vedo nell'intellettuale ahhah :D ho viaggiato e viaggio per motivi di studio e mi ritrovo con libri sempre dietro... :)

    RispondiElimina
  4. ho fatto la pendolare Frascati-Roma-Frascati negli anni dell'università e ne ho viste di ogni...
    ti sei mai imbattuta in chi tiene il posto per gli amici? :-/

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il parto rubato

Quando la malattia irrompe nella tua vita: di accettazione ed altre fatiche- Aspettando le Astronavi con Invisible Body Disabilities

La fatica di chi non procrea